Clelia Degli Esposti

Vivo in un piccolo paese sotto gli argini del Po dove sono nata e dove giorno per giorno costruisco il mio giardino, fra piante ed animali, per me luogo poetico e di senso del vivere, fatto di paziente attesa, rispetto e gioia per ciò che restituisce. Ho militato a lungo nella sinistra con incarichi amministrativi finché il femminismo, incontrato con amiche che ancora frequento e considero ormai “storiche”, ha cambiato la mia lente sul mondo, allontanandomi dalla politica delle istituzioni. Le associazioni femminili sono state la linfa e l’impegno costante che ha accompagnato il mio quotidiano, dalla Sororità di Mantova all’Osservatorio sulle violenze contro le donne del quale sono tutt’oggi socia attiva. E non può mancare nel novero la mia appartenenza alle Donne degli Horti, associazione di amiche che non ha bisogno per esistere di tessere e statuto, se non quello di avere la passione del coltivare, della cura e del libero pensiero.

SUL LUTTO

Zoom

IL RACCONTO DI Giuditta Brattini SULL’INFERNO DI GAZA

Società

LA ILLUSORIA SUPREMAZIA DELL’UMANO: DAL MODELLO GERARCHICO ALLA STRUTTURA DELLA RETE

Libri Riflessione Società

PASSAGGI

Società

SUL LUTTO

In questa lunga estate, di notte le finestre sono aperte sul giardino: c’è un silenzio abitato, un po’ di riflessi di luna fra le piante che odorano di acqua delle innaffiature serali e grilli che senza sosta sono il sottofondo di questo piccolo cosmo. C’è un aperto che allarga e inonda il sentire, ma non riesco ad aderire al torpore perché la mente non si svuota, va alle immagini del giorno, al lutto e al dolore di chi ha il suo piccolo mondo distrutto, all’empatia che come donna ho imparato verso le altre, insofferente della violenza, dell’oppressione, dell’ingiustizia. Leggo e rileggo le parole di chi, attraverso testimonianze antiche, mi porta ad un presente immutato fatto di massacri e distruzione:

Leggi l'articolo completo