
Una RUBRICA in collaborazione – da estendere ad libitum – tra “La poesia e lo spirito” e “Cartavetro”, per riportare al centro il pensiero e il canto per la pace in un momento storico fragile e violento: connessioni e tracciati autobiografici in direzione della pace; “cinque righe cinque”, con gratitudine per chi ha dedicato la vita a contrastare la distruzione e la decadenza, la separazione, il consumismo, la guerra, lasciandoci motivazioni per un modo nuovo di relazionarsi con l’altro. Un’iniziativa aperta a tutti, per scoprire nessi nascosti, desideri e speranze convergenti, per riconoscere, come scriveva Calvino, “chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”.
Sabine Zlatin (1907-1996)
Sabine Chwast, nata a Varsavia da famiglia ebrea, sposa in Francia Miron Zlatin, ebreo russo, e insieme organizzano il salvataggio di molti bambini dai campi di internamento e di sterminio.
Nell’aprile del 1943 aprono una colonia per bambini rifugiati a Izieu, la Maison d’Izieu, nella zona di occupazione italiana, considerata più protetta dalla persecuzione.
Un anno dopo la Gestapo di Lione, guidata da Klaus Barbie, irrompe nella casa e deporta i 44 bambini che vi erano ospitati con i loro educatori, tra i quali Miron. Sabine quel giorno è fuori per commissioni. Nel 1987 testimonia al processo contro Barbie.
Nella Roveri
RUBRICA IN CONDIVISIONE CON LA RIVISTA “LA POESIA E LO SPIRITO“

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