
La postfazione di Mary Lindberg affianca l’opera perché ne elogia l’intenzione di aiutare i bambini nell’elaborazione del lutto. Lindberg lavora presso il “Lutheran General Hospital” e presso il centro di cura e ricerca sul cancro “Seattle Cancer Alliance”. La sua attività prevalente è quella di aiutare i bambini e le famiglie a gestire le dinamiche emotive del lutto. Il libro, citando Lindberg, prende spunto da domande cruciali sulla morte della persona cara.
Argomento complesso, quindi. Il libro, a prescindere dalla sua intenzionalità, manifesta delle criticità sia da un punto di vista narrativo, come scelta di frasi stereotipate, sia come flusso e sviluppo illustrativo, inducendo unicamente al luogo della chiesa cristiana come spazio di connessione, raccoglimento, rigenerazione.
Tuttavia, va apprezzato il tema.
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