Ho avuto la mia prima formazione osservando mio padre che scolpiva il legno. Le vicende della vita lo hanno portato a non realizzare questa sua aspirata dimensione. Discriminato politicamente ha sofferto un’esistenza. Mia madre, lavoratrice e paziente, ha seguito patendo la sorte comune. In questo contesto è avvenuta la mia formazione non solo come iniziato al mondo dell’arte ma anche come formazione caratteriale. Penso di soffrirne ancora le conseguenze. Non so dire dunque quando sia avvenuto il mio inizio poiché, pensandoci, credo di non aver mai fatto altro se non disegnare, dipingere, scolpire. Tra i miei sogni, bambino, oltre che pittore e scultore, mi vedevo violinista e attore d’arte drammatica. Ho studiato all’istituto d’arte di Castelmassa e pittura all’Accademia di BB AA di Firenze. Sono stato insegnante di discipline pittoriche e credo di aver portato nell’insegnamento tutto me stesso superando i programmi proposti. Una faticosa ricerca d’identità e una gioiosa scoperta, in età più avanzata, nel trovare sempre maggior facilità a dialogare con me stesso e nel riuscire nei momenti più alti a raggiungere un distacco creativo, hanno caratterizzato il mio percorso. Idee, forme, parole e pensieri hanno pervaso la mia mente e tutt’ora, anche osservando le opere del mio trascorso, le ritrovo piene di senso. Questo è stato principalmente il mio iter: una continua introspezione alla ricerca di senso. Ho esposto in diversi luoghi e qualche mia opera è in qualche luogo pubblico e in qualche casa sparsa qua e là su questo rimpicciolito pianeta. Successo? Nessuno nel senso comunemente inteso. Non ho dunque vissuto di questo lavoro. Ma la mia crescita formativa, le emozioni provate nelle e con le mie opere, la capacità raggiunta nel leggere il mondo, la mia visione della realtà mi portano a dire: “Ho fin qui vissuto bene. Ho fatto un lavoro invidiabile. Ho ancora molto da fare e spero di farlo giungendo alla meta esaurite le mie tensioni e dunque stanco “. Non mi sono dato all’arte né sono mai tornato all’arte. Disegno, pittura e scultura sono stati sempre e continuano ad essere il mio parlare.

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